Estate, tempo di spiaggia, di mare, di gite e di scorazzate “fguori porta”; tempo di vacanze, di ferie più o meno organizzate e di rimpatriate con gli amici.
Amici “normali”, quelli di sempre, quelli d’infanzia, quelli della giovinezza e quelli più recenti. Ma anche amici “speciali”, persone mai viste prima, uomini e donne di cui non si conoscono nemmeno il colore dei capelli (per chi li ha ovviamente …!!) ed i tratti del viso, ma con cui è nato comunque un rapporto.
Ecco allora che mixando sapientemente tutti questi ingredienti, 6 persone … anzi, 6 mezzo ad essere precisi, si sono incontrate all’ombra della torre pendente.
Provenienze: le più disparate (God save Katiuscia !); estrazioni sociali: le più varie; dalla nobiltà alla borghesia, dal libero professionismo alla pubblica amministrazione, dall’insegnamento alla pastorizia, dalla biologia al diritto, dall’ars culinaria all’odontoiatria … ce n’era per tutti i gusti.
Per uno che si dava da fare ai fornelli, ce n’erano altri due o tre -i soliti ignoti !- che mettevano altrettanto impegno e passione con bicchieri, forchette e coltelli.
Teglie, pentole, padelle, vassoi e terrine si susseguivano in una processione incessante … come pure le bottiglie di vino che, in una sorta di miracolo al contrario, arrivavano piene e se ne andavano immancabilmente e desolatamente (loro, mica noi !) vuote.
In tutto questo bailamme si trovava però “perfino” il tempo di parlare e … era bello dare un volto ed una voce ai fiumi di parole che si erano letti nel corso dei mesi. E così si svelavano retroscena, si scoprivano curiosità, si riempivano i vuoti di una conoscenza necessariamente incompleta ma non per questo meno stimolante.
Non bloggers, non nickname, non soprannomi … solo belle persone e … complimenti al cuoco !!
NON CE LA SI FA DAVVERO PIÙ !
Passate le politiche mi sono detto: “è finita, almeno per un po’ !”
C’è stata la coda delle amministrative in qualche regione/comune e ho azzardato un “ok, passate queste … !”
È arrivato il referendum e mi sono illuso: “beh, smarcata ‘sta patata bollente arrivano i mondiali e alla politica non ci si pensa più, almeno per qualche giorno !”
E invece, girate sui blog e ve ne accorgerete, questa stramaledetta politica ha invaso anche il calcio e lo ha fatto in mille modi !!
Ok, sarò ingenuo … ok, probabilmente lo ha sempre fatto in modo più o meno strisciante ma adesso non se ne può davvero più !!
Contro il Ghana la regia ha inquadrato La Russa che tifava in tribuna e il giorno dopo sono fioccate le polemiche su alcuni giornali perché era una “pubblicità inopportuna” …
Ieri il Cavaliere si è lanciato contro il processo “Moggiopoli” dicendo che le accuse al suo Milan sono “attacchi politici nei suoi confronti” …
Oggi qualche blogger ha finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo perché la vittoria contro la Germania ha risollevato un’immagine dell’Italia infangata dal Berlusca …
Ma bastaaaa !! Già è faticoso e stressante sorbirsi i commenti di Mosca, la moviola di Pistocchi, le osservazioni della D’Amico (gran bell’accessorio, vero Conte ?) e le “pillole di saggezza” della Morace … adesso dobbiamo sciropparci anche il Parlamento ed il Governo a bordo campo ?!?!??
Pietà, almeno la finale giochiamocela in pace e tutti davanti alla stessa birra !!
Un titolo d’impatto, non c’è che dire, ma penso che chiunque abbia letto il commento del Conte al mio ultimo post non abbia potuto fare a meno di porsi qualche domanda a questo scottante proposito.
È lei che ha ispirato la ricerca di nuovi accessori per la moto del Conte ?
Quanto spesso l’arzilla signora Bosi manda la suddetta badante dal Conte ?
Perchè la badante aspetta che Viscontessa e figlia siano fuori per trotterellare dal Conte ?
Che ci fa il Conte solo in casa in piena mattina con il culo rumeno che gironzola per l’appartamento ?
E, soprattutto, la fatidica domanda finale: che ne pensa
Chiara ha scritto un bellissimo post sull’ars stirandi e leggendolo mi è capitato più volte di sorridere nel vedere le analogie -pochissime- e le differenze -tante e colossali- nel nostro approccio al “drago fumante” !Il rapporto di soggezione, quasi di odio, che ho col ferro da stiro ha radici ataviche: per me stirare è un DOVERE, un dovere di cui cerco di dimenticarmi, un appuntamento che tento di rimandare più a lungo possibile col risultato che mi si accumulano pile di panni che non riesco in alcun modo a convincere a stirarsi da soli. Anni fa qualche geniale inventore sfornò la camicia auto-stirante … ma era una porcheria inguardabile e così le mie flebili speranze di poter finalmente divorziare da quell’attrezzo diabolico sono sfumate.E così, quando decido che DEVO assolutamente aggredire la montagna di biancheria, comincia una sorte di danza rituale: con nonchalance prendo l’asse da stiro e lo porto in camera, senza farmi notare da “lui”, sposto i capi dalla stanza degli ospiti alla mia e infine lo acchiappo con decisione: svito con cautela il tappo della caldaia che immancabilmente si apre sbuffando … brutto segno, ostilità allo stato puro.