CHI SONO

Utente: mstec005
Sono uno come tanti...sono uno che ama leggere e ama scrivere...uno che ama ascoltare e ama parlare...uno che ama guardare e soprattutto vedere...sono uno che non rinuncia mai a "sentire"...uno che è convinto che le cose belle stiano nelle pieghe della vita...nelle sue infinite sfumature !!

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venerdì, 24 febbraio 2006

Il pierino

Non va confuso con Pierino maiuscolo e senza l’articolo, quello era una “cosa seria”: era il simpatico protagonista di 1000 barzellette, quasi tutte ambientate a scuola o era il buffissimo Alvaro Vitali prima che si riducesse a partecipare a squallidi reality show come “La fattoria”.
Il pierino di cui parlo io è invece un fastidioso soggetto che ha “ammorbato” la vita scolastica di tutti: è quello che alza sempre la mano, 9 volte su 10 a sproposito, è quello che sottolinea gli errori altrui, è quello che fa le domande di cui sa già le risposte … una specie di Marzullo in erba insomma.
Raramente coincide col primo della classe: chi è primo solitamente sa di esserlo e non ha bisogno di ostentare ma il pierino no, lui deve far vedere che sa. Intendiamoci, è uno mediamente in gamba, uno che siede nelle prime file, uno che è sveglio e studia ma … DEVE farlo vedere, DEVE far pesare la sua posizione emergente.
La reazione istintiva, quando vieni toccato in prima persona da una delle sue performance, magari in un momento in cui stai annaspando per “sopravvivere”, è alzarti dalla tua ultima fila, percorrere silenziosamente il vialetto tra i banchi e fracassargli sulla testa un monumentale Devoto-Oli. Poi però fai spallucce e ti rimetti a cazzeggiare per i fatti tuoi.
A volte il fenomeno esce anche dall’ambito scolastico e nascono grottesche figure come il pierino-calciofilo/logo, il pierino aziendale, il cyber-pierino etc. etc.
Ora come allora, faccio spallucce e vado per la mia strada !


postato da: mstec005 alle ore 08:23 | link | commenti (5)
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giovedì, 23 febbraio 2006

Importare la teocrazia (°)

Sto attraversando un periodo di "appannamento creativo", forse perchè sto dedicando più attenzione a quello che mi succede intorno, alle cose davvero "importanti". Leggo però parecchio e oggi, nell'infornata quotidiana di articoli, editoriali e recensioni mi sono imbattuto in un altro articolo interessantissimo in cui ho trovato degli spunti di riflessione:
"Altro che esportare la democrazia. Nell’ordine, dovremmo: 1) Introdurre una nuova legge che tuteli specificamente il culto di Maometto e punisca chi lo offende, norma che superi in corsia preferenziale le già vigenti leggi che in Italia tutelano i culti per esempio cristiano; 2) Scusarci pubblicamente, tutto il popolo italiano, con tutti gli islamici; 3) Dare agli islamici una pagina di giornale al giorno su tutti i quotidiani (per un mese) affinché possano spiegare il pensiero di Maometto. «Se gli italiani non accetteranno i punti che sono stati enunciati, c’è molta rabbia che sta per essere sfogata».
A parlare così è l’egiziano Safwat el Sisi, responsabile del centro islamico di Como. Il bello è che non possiamo neppure supporre che abbia fatto satira, data la situazione. L’imam, semplicemente, sta esercitando l'arte islamica della contrattazione nella maniera più classica: quanto più l’altro arretra, più lui va al rialzo.
L’altro siamo noi, e stiamo arretrando sostanzialmente perché non sappiamo che altro fare. Circa le succitate proposte, potremmo rilanciare chiedendo che ogni cittadino che varchi la frontiera italiana sia tenuto a leggersi il nostro Corano: un libretto di 139 articoli, tutto sommato breve, per il quale molti di noi evidentemente oggi non darebbero la vita, ma per il quale molti di noi, in passato, la diedero."

(°) Filippo Facci ne "Il Giornale" di giovedì 23 febbraio.


postato da: mstec005 alle ore 23:01 | link | commenti (4)
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martedì, 21 febbraio 2006

Sindrome di Stoccolma

Tratto integralmente dal Corriere della Sera di oggi, 21 febbraio 2006.
Rispecchia così fedelmente il mio punto di vista che mi sono permesso di fare un copy and paste.

I silenzi di fronte agli attacchi islamisti
Sindrome di Stoccolma
Bisognava aspettare che parlasse Benedetto XVI per sentire le parole ferme e chiare che i timorosi leader politici europei non sanno pronunciare. Il Papa ha deplorato la mancanza di rispetto per i simboli religiosi, ma ha anche dichiarato totalmente inaccettabile la violenza in nome della fede. Confrontate le parole del Papa con l’inerzia delle capitali europee di fronte alla selvaggia violenza scatenata nel mondo islamico col pretesto delle vignette satiriche. Sarebbe questa la «potenza civile», quella che, secondo certi involontari umoristi, avrebbe dovuto, niente meno, «bilanciare» la potenza americana, e imporre la propria autonoma influenza sui destini del mondo? Assalti alle ambasciate europee anche nei Paesi ove niente avviene se i tiranni non lo ordinano, l’uccisione di un sacerdote cattolico, i cristiani trucidati in Nigeria, gli assalti alle chiese in Pakistan, le manifestazioni antioccidentali dette «spontanee», organizzate da religiosi estremisti ovunque. E l’Europa sa solo balbettare «ci vuole il dialogo ».
Quando il regime siriano ordinò l’assalto alle ambasciate danese e norvegese, quando una squadraccia assaltò la sede dell’Unione europea in Palestina, l’Europa non reagì sentendosi colpita tutta, non reagì contro quegli atti di guerra chiarendo che non se ne sarebbero tollerati altri. Ogni giorno che passa l’Europa (come ha scritto Galli della Loggia su questo giornale) trasmette il senso della propria nullità politica e manda un chiaro messaggio a quel vasto mondo fondamentalista, di cui il terrorismo jihadista è l’appendice armata: potete esercitare contro di noi qualunque prepotenza avendo la certezza che noi cederemo. D’accordo, sono fanatici, pericolosissimi, e ci fanno paura. Ma non è mai accaduto nella storia che si subisse la prepotenza altrui senza ricavarne grandi disgrazie.
Non si è sentito neanche un leader europeo di peso, da quando è cominciata l’orchestrata sollevazione contro le vignette, dire al mondo islamico quanto andava detto, ossia che quelle vignette erano di pessimo gusto, ma anche che il cattivo gusto è un prezzo che noi paghiamo per la libertà, e che essi non devono osare mettersi contro le nostre libertà. Non si è sentito un leader europeo, ad esempio, dire ai governanti musulmani che pretendiamo che si dissocino da quei fanatici pronti a pagare a peso d’oro l’assassinio dei disegnatori danesi.
La vicenda italiana è parte di questa latitanza europea. Ha ben detto Magdi Allam sul Corriere di ieri: va bene che Calderoli venga licenziato ma non per ordine di Gheddafi.Ma sia da parte del premier che da parte del suo oppositore Prodi, abbiamo sentito parole di eccessiva comprensione per il tiranno di Tripoli. Somiglia alla sindrome di Stoccolma. La stessa che vediamo in azione nei tribunali che non riescono a colpire i jihadisti (e non si è capito se sono sbagliate le leggi o le prassi giudiziarie). La stessa che dopo l’11 settembre ha spinto tanti a prendersela con Oriana Fallaci piuttosto che con i fondamentalisti (la prima non fa paura, i secondi sì). La stessa che ci fa scandalizzare più per ogni pagliuzza nei nostri occhi che per le travi negli occhi loro. Tenere la schiena dritta quando altri ti scatenano addosso una guerra di civiltà che non avresti mai voluto combattere è difficile. Ma piegare la schiena significa la rovina sicura.
Angelo Panebianco

postato da: mstec005 alle ore 08:58 | link | commenti (7)
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lunedì, 20 febbraio 2006

Transfer

No, non si tratta né di una nuova deviazione sessuale in voga tra i rampolli di casa Agnelli né di una compagnia di autotrasporti rumena. Si tratta piuttosto di quella tendenza –più o meno naturale- a trasferire in qualcosa o in qualcun altro le proprie emozioni e le proprie sensazioni.
A me capita spesso di farlo guardando un film: mi ritrovo a “tifare” per un personaggio per cui, istintivamente, provo una certa simpatia o con cui “sento” una certa affinità.
Di solito mi viene spontaneo scegliere quello che mi sembra il protagonista positivo ma, anche quando ci imbrocco, devo sempre passare attraverso mille vicissitudini prima di arrivare al lieto fine.
Potrebbe sembrare schizofrenia ma in realtà me la cavo sempre con un certo equilibrio e una certa serenità anche quando ne esco perdente -credo che a questo mi abbia allenato una militanza quasi trentennale nelle fila della tifoseria interista-.
Mi sono anche chiesto se questo gioco non stia a significare che preferisco immedesimarmi nella vita di qualcun altro piuttosto che “rischiare” quella mia ma non penso che sia nemmeno questo: la mia vita “vera” è già abbastanza movimentata, intensa e appagante di suo.
Comunque sia, il risultato è che le due ore che trascorro davanti alla TV risultano essere impegnative e coinvolgenti … alla faccia di tutti gli pseudo-reality !
Buona visione a tutti !


postato da: mstec005 alle ore 22:22 | link | commenti (2)
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Il fortissimo vento di questi giorni ha spazzato via le nuvole.
È una splendida alba ...!


postato da: mstec005 alle ore 22:00 | link | commenti (11)
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