Sono al posto 9D del volo Ryanair FR3009 diretto a Londra e sto andando da una persona molto speciale; una coppia di anziani signori britannici molto compassati e distinti si sono accomodati negli altri due posti della mia fila mentre, dall’altra parte dello stretto corridoio centrale, siede un caso umano che ha guadagnato tutta la mia solidarietà fin dal momento in cui lui e la sua “tribù” hanno occupato i posti 8°, 8B, 9°, 9B e
Mi avventuro su un terreno “minato” quale quello dello sciopero sperando sinceramente di non suscitare un vespaio ma, dopo una giornata come quella di venerdì, vissuta e SOFFERTA all’ombra dello sciopero nazionale di 4 ore (4 ore ?? … cazzate !!), mi sento di bisbigliare, brontolare, dire, urlare … LO SCIOPERO MI STA SULLE PALLE !!
Sveglia alle 05:45, oltre mezz’ora prima del solito, perché devo andare in ufficio in macchina: i mezzi pubblici scioperano ! Calibro con cura gli impegni della giornata per potermi “fiondare” nel traffico delirante di Roma verso l’aeroporto: il volo è alle 16:30, lo sciopero termina alle 13:30 … che problema c’è ? … il problema c’è eccome: i controllori di volo, astenendosi dal lavoro, hanno ritardato gli atterraggi, il personale dell’aeroporto, scioperando, ha ritardato gli imbarchi e le hostess di terra, esercitando un loro sacrosanto diritto, hanno ritardato i decolli. Risultato: invece che sollevare il mio augusto fondoschiena dal suolo italico alle quattro e mezza, l’ho fatto oltre un’ora e mezza dopo, con ripercussioni su tutta una serie di impegni e ai danni di parecchie altre persone.
Allora mi incazzo perché vedo violato uno dei cardini della “socialità secondo il sottoscritto”: la libertà di ciascuno finisce ESATTAMENTE dove comincia quella degli altri ! E allora, cari sindacalisti e sindacalizzati … mi avete rotto le palle !!
Se questo significa essere crumiri o superficiali … non abbiatevene a male !!
Giravo in questi giorni per il centro di Roma e sono passato sotto un trionfo di luminarie, in un labirinto di decorazioni, addobbi, luci e lucine, Babbi Natale ad ogni angolo (quando riescono a sfrattare i carrettini delle castagne) e pacchettini regalo in bella mostra in ogni vetrina.
Beh … mi ci sono incavolato ! Adoro l’atmosfera natalizia, adoro respirarne il profumo, viverne gli umori e farmici coinvolgere ma … dev’essere natalizia, che diamine !! A metà novembre, Natale è e deve rimanere un lontano –e meraviglioso-, proprio come nel “Sabato del villaggio” quando l’attesa della festa rende tutto, anche l’attesa stessa, più piacevole.
Novembre è novembre … solo dall’inizio di dicembre è “giusto” cominciare a preparare le feste di Natale; solo allora è “giusto” tirare fuori alberi, presepi, costumi rossi e barbe bianche, decorazioni, addobbi, pandori e panettoni.
A casa mia era tradizione addobbare l’albero e –qualche volta- preparare il presepe l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione. Era un rito familiare a cui partecipavano tutti ma in cui il “Maestro di cerimonia” era mia madre. Poi la famiglia si è polverizzata ai 4 angoli del regno ma la data è rimasta sacra per tutti noi.
Passeggiare per la città e vedere che le mie abitudini/tradizioni sono state “violentate” in questo modo mi ci ha fatto rimanere male ma sopravviverò … anche se casa mia rimarrà rigorosamente “spoglia” fino all’8 dicembre !!
Giravo in questi giorni per il centro di Roma e sono passato sotto un trionfo di luminarie, in un labirinto di decorazioni, addobbi, luci e lucine, Babbi Natale ad ogni angolo (quando riescono a sfrattare i carrettini delle castagne) e pacchettini regalo in bella mostra in ogni vetrina.
Beh … mi ci sono incavolato ! Adoro l’atmosfera natalizia, adoro respirarne il profumo, viverne gli umori e farmici coinvolgere ma … dev’essere natalizia, che diamine !! A metà novembre, Natale è e deve rimanere un lontano –e meraviglioso-, proprio come nel “Sabato del villaggio” quando l’attesa della festa rende tutto, anche l’attesa stessa, più piacevole.
Novembre è novembre … solo dall’inizio di dicembre è “giusto” cominciare a preparare le feste di Natale; solo allora è “giusto” tirare fuori alberi, presepi, costumi rossi e barbe bianche, decorazioni, addobbi, pandori e panettoni.
A casa mia era tradizione addobbare l’albero e –qualche volta- preparare il presepe l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione. Era un rito familiare a cui partecipavano tutti ma in cui il “Maestro di cerimonia” era mia madre. Poi la famiglia si è polverizzata ai 4 angoli del regno ma la data è rimasta sacra per tutti noi.
Passeggiare per la città e vedere che le mie abitudini/tradizioni sono state “violentate” in questo modo mi ci ha fatto rimanere male ma sopravviverò … anche se casa mia rimarrà rigorosamente “spoglia” fino all’8 dicembre !!
Leggevo in questi giorni il blog di un’amica che aveva un progetto e ci si è dedicata anima e corpo. È venuto un lavoro delizioso, “sentito”, professionale, umano e che dovrebbe avere la rilevanza che merita e che mi auguro avrà.
Questo mi ha fatto riflettere: lei ci si è dedicata anima e corpo e parlava, tra le altre cose, di gente che si è data con altrettanta abnegazione ad un’idea, una missione, un compito.
Dedicarsi anima e corpo a qualcosa è sempre una garanzia: il risultato magari non sarà necessariamente il “successo” così come è inteso da molti, ma sicuramente l’intima soddisfazione di aver fatto del proprio meglio vale ogni attestazione di stima.
Ci si può dedicare con impegno e passione a un mucchio di cose: a un lavoro, a un ideale e a una causa o … a una persona.
Conosco tanti che hanno intitolato la propria vita al lavoro e, poi, si sono accorti che le gratificazioni ricevute non li appagavano e non ripagavano quello che avevano "investito" e sacrificato.
Conosco altri che si sono dedicati a un ideale, sacrificando tutto il resto a questa sorta di missione. Alcuni sono riusciti a farne la ragione della propria vita, altri, all’improvviso, si sono trovati senza nulla in mano.
Infine, ci sono quelli che si dedicano anima e corpo a una persona. Questi ultimi mettono molto in gioco: rischiano di non essere ricambiati -del tutto o in parte-, rischiano addirittura di essere respinti ma, d’altro canto, hanno la possibilità che questo “impegno totale” sia reciproco, che crei un'armonia speciale e unica, una relazione in cui ci si completa l'un l'altro in ogni istante e in ogni situazione. Quando succede … è pura magia !