CHI SONO

Utente: mstec005
Sono uno come tanti...sono uno che ama leggere e ama scrivere...uno che ama ascoltare e ama parlare...uno che ama guardare e soprattutto vedere...sono uno che non rinuncia mai a "sentire"...uno che è convinto che le cose belle stiano nelle pieghe della vita...nelle sue infinite sfumature !!

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martedì, 29 novembre 2005

Tra un caso umano e una vittima

Sono al posto 9D del volo Ryanair FR3009 diretto a Londra e sto andando da una persona molto speciale; una coppia di anziani signori britannici molto compassati e distinti si sono accomodati negli altri due posti della mia fila mentre, dall’altra parte dello stretto corridoio centrale, siede un caso umano che ha guadagnato tutta la mia solidarietà fin dal momento in cui lui e la sua “tribù” hanno occupato i posti 8°, 8B, 9°, 9B e 9C. Lui è un padre di famiglia, negli altri quattro posti ci sono le creature che lui stesso e qualche beffarda congiuntura astrale hanno deciso di incastrare nella sua vita. Siamo sull’aereo da più di un’ora e mezza e questo cristiano non ha avuto un istante di pace: “Papà, mi prendi il CD ?” … lui si alza, apre la cappelliera in cui con sforzi disumani era riuscito a infilare tutto l’armamentario della brigata e prende il CD. Fa per sedersi e l’altro figlioletto si fa venire voglia di leggere il suo 6° giornalino (gli altri 5 glieli aveva presi in sequenza prima del rullaggio) … si rialza con gli occhi al cielo, fruga in un paio di borsoni e trova il giornalino desiderato (a cui l’infante talebano dedicherà non più di 4 sguardi e 30 secondi). Nei 10 minuti seguenti in rapida successione tirerà giù: la borsetta della moglie, lo zainetto della figlia più grande e il Corriere della Sera per sé stesso (il Panorama che stava leggendo gli era stato nel frattempo sottratto da madame). Arriva lo steward col carrettino dei drinks & snacks e si apre un dibattito come non si vede nemmeno al “Processo di Biscardi” su LA7: “per me la Coca” … “io voglio un Mars” … “no, il Mars fa male” … “io un panino” … “no la Coca, voglio la Fanta” … e altri 4 minuti abbondanti di puro delirio sotto gli occhi pallati dello steward. La sua soluzione salomonica ? Prende due di tutto, dalle bibite agli snacks, ci aggiunge due panini e una confezione di Pringles e mette a tacere gli sciacalli che si avventano sul bottino. Questo momento di quiete (non è un “attimo di pace” … quelli sono ben altra cosa !) gli è costato 28 euro ma … quais quasi glieli darei io per solidarietà !! La moglie, dopo il panino, si fa venire voglia di cioccolata calda: il “missionario” parte lungo il corridoio all’inseguimento del carrettino e strappa, oltre alla bevanda, un sorriso di compassione alla hostess. Torna, consegna il malloppo, si siede … e si rialza subito: “questa cioccolata è amarissima !”. Nuovo pellegrinaggio attraverso l’aereo e, poco dopo, è di nuovo al suo posto, trionfante, con una paio di bustine di zucchero (uno bianco e uno di canna, non si sa mai). Un altro paio di cosette da prendere/rimettere nei bagagli sulla cappelliera e sprofonda per l’ennesima volta nella sua poltrona. Stavolta ha in mano un libro; allungo lo sguardo per leggerne il titolo: The weakness paradox. Alzo gli occhi, lui incrocia il mio sguardo e sorride … !


postato da: mstec005 alle ore 09:40 | link | commenti (16)
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Uno sfogo “sociale”

Mi avventuro su un terreno “minato” quale quello dello sciopero sperando sinceramente di non suscitare un vespaio ma, dopo una giornata come quella di venerdì, vissuta e SOFFERTA all’ombra dello sciopero nazionale di 4 ore (4 ore ?? … cazzate !!), mi sento di bisbigliare, brontolare, dire, urlare … LO SCIOPERO MI STA SULLE PALLE !!
Sveglia alle 05:45, oltre mezz’ora prima del solito, perché devo andare in ufficio in macchina: i mezzi pubblici scioperano ! Calibro con cura gli impegni della giornata per potermi “fiondare” nel traffico delirante di Roma verso l’aeroporto: il volo è alle 16:30, lo sciopero termina alle 13:30 … che problema c’è ? … il problema c’è eccome: i controllori di volo, astenendosi dal lavoro, hanno ritardato gli atterraggi, il personale dell’aeroporto, scioperando, ha ritardato gli imbarchi e le hostess di terra, esercitando un loro sacrosanto diritto, hanno ritardato i decolli. Risultato: invece che sollevare il mio augusto fondoschiena dal suolo italico alle quattro e mezza, l’ho fatto oltre un’ora e mezza dopo, con ripercussioni su tutta una serie di impegni e ai danni di parecchie altre persone.
Allora mi incazzo perché vedo violato uno dei cardini della “socialità secondo il sottoscritto”: la libertà di ciascuno finisce ESATTAMENTE dove comincia quella degli altri ! E allora, cari sindacalisti e sindacalizzati … mi avete rotto le palle !!
Se questo significa essere crumiri o superficiali … non abbiatevene a male !!


postato da: mstec005 alle ore 08:40 | link | commenti (2)
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venerdì, 25 novembre 2005

Tradizioni natalizie

Giravo in questi giorni per il centro di Roma e sono passato sotto un trionfo di luminarie, in un labirinto di decorazioni, addobbi, luci e lucine, Babbi Natale ad ogni angolo (quando riescono a sfrattare i carrettini delle castagne) e pacchettini regalo in bella mostra in ogni vetrina.
Beh … mi ci sono incavolato ! Adoro l’atmosfera natalizia, adoro respirarne il profumo, viverne gli umori e farmici coinvolgere ma … dev’essere natalizia, che diamine !! A metà novembre, Natale è e deve rimanere un lontano –e meraviglioso-, proprio come nel “Sabato del villaggio” quando l’attesa della festa rende tutto, anche l’attesa stessa, più piacevole.
Novembre è novembre … solo dall’inizio di dicembre è “giusto” cominciare a preparare le feste di Natale; solo allora è “giusto” tirare fuori alberi, presepi, costumi rossi e barbe bianche, decorazioni, addobbi, pandori e panettoni.
A casa mia era tradizione addobbare l’albero e –qualche volta- preparare il presepe l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione. Era un rito familiare a cui partecipavano tutti ma in cui il “Maestro di cerimonia” era mia madre. Poi la famiglia si è polverizzata ai 4 angoli del regno ma la data è rimasta sacra per tutti noi.
Passeggiare per la città e vedere che le mie abitudini/tradizioni sono state “violentate” in questo modo mi ci ha fatto rimanere male ma sopravviverò … anche se casa mia rimarrà rigorosamente “spoglia” fino all’8 dicembre !!


postato da: mstec005 alle ore 11:57 | link | commenti (3)
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Tradizioni natalizie

Giravo in questi giorni per il centro di Roma e sono passato sotto un trionfo di luminarie, in un labirinto di decorazioni, addobbi, luci e lucine, Babbi Natale ad ogni angolo (quando riescono a sfrattare i carrettini delle castagne) e pacchettini regalo in bella mostra in ogni vetrina.
Beh … mi ci sono incavolato ! Adoro l’atmosfera natalizia, adoro respirarne il profumo, viverne gli umori e farmici coinvolgere ma … dev’essere natalizia, che diamine !! A metà novembre, Natale è e deve rimanere un lontano –e meraviglioso-, proprio come nel “Sabato del villaggio” quando l’attesa della festa rende tutto, anche l’attesa stessa, più piacevole.
Novembre è novembre … solo dall’inizio di dicembre è “giusto” cominciare a preparare le feste di Natale; solo allora è “giusto” tirare fuori alberi, presepi, costumi rossi e barbe bianche, decorazioni, addobbi, pandori e panettoni.
A casa mia era tradizione addobbare l’albero e –qualche volta- preparare il presepe l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione. Era un rito familiare a cui partecipavano tutti ma in cui il “Maestro di cerimonia” era mia madre. Poi la famiglia si è polverizzata ai 4 angoli del regno ma la data è rimasta sacra per tutti noi.
Passeggiare per la città e vedere che le mie abitudini/tradizioni sono state “violentate” in questo modo mi ci ha fatto rimanere male ma sopravviverò … anche se casa mia rimarrà rigorosamente “spoglia” fino all’8 dicembre !!


postato da: mstec005 alle ore 11:52 | link | commenti
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mercoledì, 23 novembre 2005

Dedicarsi anima e corpo...

Leggevo in questi giorni il blog di un’amica che aveva un progetto e ci si è dedicata anima e corpo. È venuto un lavoro delizioso, “sentito”, professionale, umano e che dovrebbe avere la rilevanza che merita e che mi auguro avrà.
Questo mi ha fatto riflettere: lei ci si è dedicata anima e corpo e parlava, tra le altre cose, di gente che si è data con altrettanta abnegazione ad un’idea, una missione, un compito.
Dedicarsi anima e corpo a qualcosa è sempre una garanzia: il risultato magari non sarà necessariamente il “successo” così come è inteso da molti, ma sicuramente l’intima soddisfazione di aver fatto del proprio meglio vale ogni attestazione di stima.
Ci si può dedicare con impegno e passione a un mucchio di cose: a un lavoro, a un ideale e a una causa o … a una persona.
Conosco tanti che hanno intitolato la propria vita al lavoro e, poi, si sono accorti che le gratificazioni ricevute non li appagavano e non ripagavano quello che avevano "investito" e sacrificato.
Conosco altri che si sono dedicati a un ideale, sacrificando tutto il resto a questa sorta di missione. Alcuni sono riusciti a farne la ragione della propria vita, altri, all’improvviso, si sono trovati senza nulla in mano.
Infine, ci sono quelli che si dedicano anima e corpo a una persona. Questi ultimi mettono molto in gioco: rischiano di non essere ricambiati -del tutto o in parte-,  rischiano addirittura
di essere respinti ma, d’altro canto, hanno la possibilità che questo “impegno totale” sia reciproco, che crei un'armonia speciale e unica, una relazione in cui ci si completa l'un l'altro in ogni istante e in ogni situazione. Quando succede … è pura magia !


postato da: mstec005 alle ore 15:41 | link | commenti (5)
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