CHI SONO

Utente: mstec005
Sono uno come tanti...sono uno che ama leggere e ama scrivere...uno che ama ascoltare e ama parlare...uno che ama guardare e soprattutto vedere...sono uno che non rinuncia mai a "sentire"...uno che è convinto che le cose belle stiano nelle pieghe della vita...nelle sue infinite sfumature !!

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mercoledì, 26 ottobre 2005

Luttazzi, Biagi e Santoro mi fanno una pippa !!

… e il Berluska fa una pippa a quei due Bulgari degli Administrators se è per questo !!!
Ebbene sì, la censura è sbarcata anche su Splinder e su Viaggioadagio: un mio post è stato nientepopodimeno che “tagliato” dal web come risultato di una furtiva, subdola e vergognosa cospirazione a due tra fràfrà e sòsò !
Me l’hanno venduto come “atto dovuto” e come “consiglio” … ma in realtà era solo la loro natura bulgara che veniva alla luce. Altro che Benigni e Cornacchione, se vedrete uno coi capelli rasati alla prossima puntata di Rockpolitik con Celentano … sono io !!!
Meditate gente, meditate !


postato da: mstec005 alle ore 17:52 | link | commenti (12)
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La gabbia di matti …

Ogni gruppo, ogni compagnia, ogni agglomerato di persone presenta delle stravaganze e il mio non fa eccezione ! Poche persone, 5 per la precisione, con una stranissima e impalpabile gerarchia interna che si sovrappone e si interseca a quella dell’ufficio.
Un amico/collega utilizzerebbe una divertentissima categorizzazione e troverebbe un “cassettino” per tutti: sicuramente per me, molto probabilmente anche per sé stesso. Nel cassettino più alto -che secondo differenti criteri dovrebbe essere il più basso- infilerebbe il capo, il tuttologo: fondamentalmente esperto di OGNI cosa, è celebre per la locuzione “sì ... ma …” con cui inizia ogni suo intervento e ogni suo contributo ad una discussione. Ti concede un dito con quel “sì”, ma immediatamente dopo ti sradica il braccio, parte della spalla e metà polmone con il “ma”, snocciolando dati, statistiche e, soprattutto, esperienze personali. Abbiamo fatto due calcoli: per maturare una conoscenza appena discreta in tutti i campi in cui si proclama esperto occorrebbero una novantina d’anni ma –va detto- li porta piuttosto bene !!
Diciamo che la sua posizione di capo è riconosciuta e rispettata dagli altri 4  … per quanto ce ne sia uno che a volte si fa prendere dall’irrefrenabile impulso di svicolare, affiancarlo e sorpassarlo, magari solo per qualche isolato e fugace attimo di gloria.
Ben diversa è la faccenda per la seconda piazza, quella d’onore: l’ordine di scuderia sarebbe abbastanza chiaro e definito ma … la vita vera è tutta un’altra faccenda. Qui è una corsa a due con sorpassi continui e sottilissimi scontri combattuti con l’aplomb inglese, un sorriso italiano sulle labbra e la ferocia di un dogo argentino. Il giovane aspirante tuttologo gioca la carta della faccia tosta per recuperare lo svantaggio conseguente all’esperienza e alla diplomazia del più anziano. Alla fine, nella maggior parte dei casi, il primo si accontenta di una posizione di nicchia –collocazione più sferica che piramidale- mentre il secondo ostenta sicurezza e si gode le larghe “fette di potere” conquistate.
Nelle “retrovie” regna invece una calma sovrana e surreale … l’ultima ruota del carro non scalpita … mentre la penultima -che in realtà sarebbe la terzultima ma non gliene frega poi molto- ha una personalità talmente multifaccettata da aver scardinato la cassettiera passando da un box all’altro !!
Ma partiamo dal basso per poi risalire: se non si fosse capito, sono IO l’ultimo arrivato e mi sto ancora guardando intorno con gli occhi pallati. Non oso immaginare cosa potrebbe scrivere quel “famoso” collega sulla targhetta del mio cassetto … meglio fare lo struzzo e andare oltre !
Quanto all’etichetta del suo box … dovrebbe essere fatta a fisarmonica per contenere tutti i suoi tratti caratteriali: magari un diagramma con le fasi lunari in ordinata e gli stati d’animo in ascissa potrebbe aiutare !!
Quel che è certo è che tra queste quattro mura non ci si annoia …


postato da: mstec005 alle ore 17:47 | link | commenti (9)
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sabato, 22 ottobre 2005

La dedica de "Il piccolo principe"

A LEONE WERTH
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande.
Ho una scusa seria: questa persona grande è il migliore amico che abbia al mondo.
Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini;
e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata.
E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Perciò correggo la mia dedica:
A LEONE WERTH
quando era un bambino


postato da: mstec005 alle ore 16:55 | link | commenti (3)
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La strana coppia

Come dicevo giorni fa, da qualche tempo a questa parte sono stato colto da un fervore voyeuristico che non mi conoscevo. Ovunque io mi trovi, mi guardo in giro, osservo, mi sforzo di capire chi mi sta intorno e di indovinarne i pensieri. Mi piace cogliere i gesti, le espressioni, le parole dette e quelle che si vorrebbero dire e credo che non ci sia posto migliore per farlo della metropolitana di Roma. I Capitolini sono espressivi, gestuali, spontanei ed espansivi; non riescono a trattenersi dal chiacchierare e la loro percezione della privacy è profondamente diversa da quella di noi Veneti, decisamente più algidi e riservati. Aggiungete a questo l’abitudinarietà dei pendolari e capirete quanto sia facile “conoscere” le persone che quasi ogni mattina condividono con te i 20 minuti di tragitto sottoterra.
In questa marea di facce è un po’ di tempo che spicca una coppia molto particolare che ha attirato da subito la mia attenzione. Lui alto, grosso, barbuto, un po’ orso anche nelle movenze oltre che nei tratti; lei gracile, bassina, coi capelli tinti di nero e “sparati”. Lui sempre vestito casual e sportivo, in maniera molto “convenzionale” direi; lei sempre rigorosamente darkk dalla montatura degli occhiali alle scarpe, passando per un inseparabile spolverino nero. Salgono un paio di fermate dopo la mia e si mettono sempre in piedi appoggiati ad una delle porte anche se ci sono posti a sedere liberi. Lui sta sempre silenzioso e risponde per la maggior parte a monosillabi; lei è una specie di mitragliatrice Spandau da 1200 colpi al minuto. Lui romano d.o.c. (almeno a giudicare dall’accento), lei meridionale, probabilmente siciliana.
Spesso me li trovo vicino e ogni volta ce la mettono tutta per distrarmi dalla lettura del quotidiano gratuito che un gentilissimo vecchietto mi porge ogni mattina alla fermata della metro. Non che debbano faticare molto per riuscirci, questo va ammesso: le loro differenze sono talmente evidenti e stridenti che sarebbero i perfetti protagonisti di una sit-com alla maniera di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.
Qualche giorno fa mi sono trovato in prima fila ad assistere ad una puntata speciale della fiction e l’espressione sul viso di lei era il miglior titolo che si potesse immaginare: sembrava avesse scritto in fronte “Venti di tempesta” !! Provavo la fortissima tentazione di ripiegare il giornale per gustarmi meglio la scena ma sarebbe stato troppo sfacciato e allora ho finto di continuare ad interessarmi dell’affaire Leccio mentre li osservavo: solita mise, solito posto, solita espressione lui ma lei … lei era una pentola a pressione con la valvola bloccata ! Stranamente silenziosa, lo guardava di sottecchi mentre armeggiava nervosamente con la chiusura della borsetta (nera, inutile dirlo !) finché, nel sonnolento e soporifero silenzio della carrozza, un bisbiglio -“ti ho scritto una lettera”- e gli porge un fogliettino ripiegato almeno 8 volte. Lui, perplesso, prende la pallottola di carta ma non fa in tempo a iniziata ad aprirlo, “no, te la leggo io” e la dark gliela strappa di mano. Con movimenti frenetici dispiega il foglio, una pagina strappata da un quaderno e piena di parole scritte in blu. Sta per iniziare ma esita –“è una lettera per te … devi leggertela tu !”- … lui è assolutamente sbalordito ma con una specie di riflesso condizionato riprende il foglio e ci riprova. Sarà forse arrivato alla seconda parola che lei cambia di nuovo idea: “dammi qui !”, acchiappa bruscamente il pezzo di carta e si sistema meglio gli occhiali mentre lui alza ostentatamente gli occhi al cielo beccandosi un’occhiataccia.
L’inizio è a dir poco a effetto: “tu non mi dai le attenzioni di cui ho bisogno” ed è solo l’antipasto di una sfilza di accuse di insensibilità, freddezza, piattezza etc. etc., lette con pathos e trasporto. L’atteggiamento dell’orso è assorto e imperturbabile e lei, le rare volte che alza lo sguardo dalla sua paginetta, non sembra gradirlo.
Ad un certo punto il fattaccio: l’espressione di lui inizia impercettibilmente a cambiare, sembra quasi trattenere una risata … no … STA trattenendo una risata ! Mi sento solidale e vicino al pover’uomo perché so quanto sta rischiando, so che sta camminando sull’orlo di un precipizio; vorrei poter fare qualcosa ma … è troppo tardi, lei se n’è accorta ! La prima reazione non è rabbia o sdegno ma sbalordimento. Lui si rende conto del pericolo e cerca di blandirla trasformando la risata in un sorriso di comprensione ma … non ha scampo e le fiammate che le escono dagli occhi lo fanno drammaticamente capire anche al malcapitato.
La metro però è nel frattempo arrivata a Termini: quasi vorrei rimanere sulla carrozza, anche a rischio di far tardi in ufficio, per sapere come andrà a finire ma alla fine prevale il senso del dovere. Seppur a malincuore scendo dalla metro lasciandomi dietro la strana coppia e tenendomi la curiosità di sapere come si concluderà la puntata della sit-com.
Il giorno dopo -solita metro, solita carrozza, solito orario “inumano”- arrivo alla loro fermata e … ci sono !! Salgono in silenzio, vanno verso la porta, lui ci si appoggia, lei gli si abbarbica contro e inizia a parlare a raffica: tutto a posto.


postato da: mstec005 alle ore 11:48 | link | commenti (2)
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venerdì, 21 ottobre 2005

Una coppia di amici

Ne parlavo non tanto tempo fa con una persona speciale che, come me, ha bighellonato spesso –e non sempre volentieri- in giro per l’Italia e per il mondo. È difficile, in queste condizioni, stringere e soprattutto mantenere delle amicizie: le difficoltà di comunicazione, la distanza, l’impossibilità di vedersi anche solo per un caffé, una pizza o uno Jege, tutto concorre ad allontanarci dalle persone che ci stanno a cuore e che hanno in qualche modo condivido “fette” importanti della nostra vita.
Personalmente la cosa mi pesa terribilmente e mi sento spesso in colpa per i miei silenzi, per le mie lunghe assenze, per il mio comparire e scomparire con una facilità disarmante.
Tra questi “sensi di colpa” spiccano in particolare quelli nei confronti di una coppia di amici che sono sempre stati e sono sempre presenti nella mia vita, tanto nei momenti piacevoli quanto in quelli meno fortunati. Lui è un ex-collega “emigrato” al mondo imprenditorial-artigianale, lei una sorta di factotum che spazia senza difficoltà alcuna dall’inscatolare cipolline alla progettazione CAD. Quello che caratterizza entrambi è una bontà senza limiti che arriva al punto di far loro prestare il fianco a chi si approfitta più o meno apertamente di loro … e questo mi ha sempre fatto incazzare da morire. Vivono in una casa iper-tecnologica “fatta su misura” dalle travi del soffitto al pavimento … anzi al sotto-pavimento e in cui ogni cosa è pensata, studiata e “coccolata”. Lui in casa è pachiderma … lei assoluta padrona; lui sul lavoro è inesauribile … lei sempre sorridente ed energica; lui con gli amici è volutamente irriverente … lei è molto più “chioccia”. Si “plasmano” l’uno sull’altra in una maniera tanto completa che a prima vista appare melensa ed eccessiva ma che in realtà rivela una invidiabile profondità  di sentimenti, emozioni e sensazioni.
Gusti compatibili … passioni “incastrabili” … amicizie comuni … capricci condivisibili … certa gente ha proprio culo !! Persone come ce ne sono poche … amici come ce ne sono ancora di meno !


postato da: mstec005 alle ore 13:32 | link | commenti (5)
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